PirateBox in classe-Diario di bordo 2

Murphy ha teso il tranello

Primo tentativo fallito, inutile  piangersi addosso, quindi via alla ricerca di soluzioni e pronta per il secondo tentativo domani con i ragazzi dell’altra sezione.

Già martedì mi ero consultata con  i “guru” del plesso:  in tutta la mia scuola c’è il wifi, ma nel laboratorio tutti i pc sono in rete via cavo e non hanno la possibilità del wireless.

Consiglio: “prendi un cavetto ethernet, mettilo nella scatolina e nel modem e dovrebbe funzionare”: domani verifico.

Aspetti positivi

1. sulle macchine del laboratorio è stato messo Ubuntu, i ragazzi non hanno fatto una piega e si sono fiondati sulle varie applicazioni, hanno esplorato, passando da geogebra ai giochi al disegno ecc…; quando siamo andati a calcolare la distanza in chilometri della meta delle loro vacanze si animavano nel momento in cui  prendevano consapevolezza della lunghezza del percorso, soprattutto se significativa, più i chilometri erano numerosi, più si esaltavano, i numeri grandi affascinano sempre i ragazzi.

2. oggi una delle colleghe con cui mi ero consultata, mi ha chiesto se avevo risolto, perchè, ha osservato, “sarebbe proprio una bella risorsa questa scatolina!”. 🙂

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PirateBox in classe-Diario di bordo

Bene, domani si parte…con la scatolina dei pirati

Il mio intento è quello di andare in laboratorio, cercare in internet la distanza in chilometri  tra Verderio, paese dove risiedono i  miei alunni, e la località di vacanza o una città visitata recentemente.

Sulla scatolina ho caricato un file in write contenente una semplice tabella, tre colonne: nome dell’alunno, località, distanza in chilometri.

Trovata la distanza, inviterò gli alunni a “collegarsi” alla scatolina e  a completare la tabella.

Spero di suscitare il loro interesse e quindi ho già preparato un mio intervento in chat: li inveterò a scrivere le loro impressioni.

E spero che tutto funzioni…

Una piccola prova, un piccolo passo.

Nativi digitali, ne siamo certi?

Rilancio un bellissimo articolo di Paolo Attivissimo che Andreas aveva indicato in un suo post.

Il tempo più lento d’agosto me lo ha fatto gustare alla luce poi di quello che Andreas ha scritto proprio oggi, anzi ha ribadito, sugli hacker, questi magnifici sconosciuti.

I “nativi digitali” stanno crescendo in un mondo nel quale non solo non sanno, ma non possono smontare, smanettare, sperimentare, in parole povere diventare hacker, nell’accezione originale, positiva e sempre più spesso dimenticata, di questo termine” (Paolo Attivissimo)

Storia di un pomeriggio di …Grande Bellezza

Tutto inizia un giorno, quando, frequentando il laboratorio #loptis, leggo in un post dell’intenzione di Andreas di “andar per scuole” come dice lui, precisamente dichiara che sarebbe stato nella scuola di Castel del Piano. Penso che sarebbe bello se potesse venire anche nella mia scuola, ma io vivo in Lombardia e non mi pare proprio dietro l’angolo, ma mi butto e, quasi certa  che una cosa del genere non sarebbe potuta accadere, posto l’invito.

Con mio grande stupore Andreas mi scrive “mò me lo segno”.

Sgrano gli occhi, incredula, quando leggo questa risposta e l’entusiasmo cresce davanti al  post del resoconto di Andreas.

Passa qualche mese e con la collaborazione di Paolo organizziamo l’incontro, nel mio Istituto, in una  delle quattro scuole primarie, quella di Paderno, in provincia di Lecco, anche se non è propriamente dietro l’angolo.

È stato quello che immaginavo e andavo dicendo alle mie colleghe: un pomeriggio di Grande Bellezza; siamo partiti dai luoghi magici della stampante tre D,  dalla PirateBox che subito ha avviato conversazioni tra i presenti con commenti in diretta su quello che stava accadendo, transitando per Arduino, una delle Bellezze per eccellenza, alla vera filosofia dell’incontro: abbiamo percorso strade del mondo e incontrato giovani generosi e intelligenti, abbiamo incontro valori quali la libertà, l’etica, la condivisione, l’intelligenza, la creatività. Abbiamo sentito parlare di letteratura e pedagogia e abbiamo ricevuto un invito accorato a non lasciarci cadere le braccia, a non perdere la speranza e a valorizzare quello che ci è stato affidato come insegnanti ed educatori: i bambini, i ragazzi, dobbiamo costruire ponti con loro e non… faccio parlare l’immagine…

.fotomaestra nuvolette

Anche Paolo e Roberta hanno raccontato dell’incontro e lo hanno fatto già molto bene, io vorrei aggiungere un  aspetto che mi è sembrato così importante che nella PB ho scritto che come responsabile del Pof vorrei inserirlo nel documento nelle finalità formative del mio Istituto: “abbandonare i percorsi lineari a favore della complessità”. Questo fa crescere noi e loro, i nostri studenti.

“Non si smette mai di imparare”: quante volte ho sentito questa espressione, anche da persone semplici, anzi più da loro, che da qualcuno che appartiene al modo della scuola…,: martedì è stato dato anche questo messaggio ed è stato sentito e accolto, perchè  chi lo trasmetteva ne ha fatto una sua scelta di vita e si capiva! Era tutto Vero!

Qualche giorno dopo due colleghe mi hanno scritto questa email:

Grazie per averci dato l’opportunità di incontrare una persona
competente e affascinante che ha lanciato molte provocazioni a livello
tecnico e umano, su cui riflettere.

Roberta e Anna Gallina

P.S. La sera successiva al giorno dell’aggiornamento, trovandomi in un
contesto di amici sicuramente più tecnologici di me, ho potuto
stupirli con “effetti speciali” : ho raccontato loro di aver visto in
funzione una stampante 3D e ho anche fornito qualche dettaglio tecnico
relativo al suo funzionamento!
Anna Gallina”

E garantisco che queste mie colleghe non sono  “digitali”, anzi…ma martedì i loro occhi e quelli di molti altri brillavano.

Grazie, Andreas.

 

 

 

PirateBox: un pezzetto di Internet che viene con te – #loptis

Portate energia pensieri voglia di imparare e un pc o un tablet o un smartphone…qui si costruiscono i ponti!

Blog di Andreas Formiconi

Riepiloghiamo i fatti. Il 1 Marzo Roberto Marcolin si iscrive al #loptis inviandomi questo messaggio:

Ne approfitto per segnalarti, se già  non la conosci, la PirateBox/LibraryBox: si tratta di un dispositivo mobile per la condivisione di contenuti digitali, ha due principali “difetti” che forse potrebbero interessarti: funziona con software open source e con hardware a basso costo 😉

Prendo nota, sicuro di ritornarci sopra, prima o poi. Il 5 maggio Roberto mi riscrive:

… nei prossimi giorni installerò nel bar della mia scuola una Bibliobox /PirateBox, si tratta di un dispositivo mobile che permette la condivisione di contenuti digitali attraverso qualsiasi dispositivo dotato di wifi ( portatile, smartphone, tablet, ereader). In due parole è costituito da un router wifi portatile e da una chiavetta usb su cui è montato un sistema operativo open source (OpenWrt, una delle tante distribuzioni Linux).
In parallelo volevo fare un piccolo esperimento di social bookmarking…

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Il laboratorio itinerante da Marsciano a Paderno d’Adda – #loptis

Blog di Andreas Formiconi

Un post telegrafico per…

  • dire agli amici di Marsciano che la traccia delle risorse utilizzate nell’incontro del 29 maggio arriverà – ci vuole tempo a cuocere tutta questa carne ma la cuoceremo tutta…
  • esprimere gratitudine a Roberto Marcolin per averci fatto conoscere la BiblioBox  (derivata da PirateBox) perché si attaglia perfettamente allo spirito del laboratorio – per ora è solo intuizione, ma potrebbe divenirne un componente essenziale
  • dire che venerdì è arrivato il router portatile che serve a fare una PirateBox e che stiamo aggeggiando per usarla a Paderno d’Adda
  • osservare che questo episodio è un magnifico esempio di feedback anticipato!

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