Ancora sui “nativi digitali”

Lo spunto

Riprendo la citazione iniziale di Antonio Spadaro:

“L’uomo da bussola prima e radar poi si sta trasformando in un decoder…Il problema oggi non è reperire il messagggio, ma decodificarlo, riconoscerlo…”

L’uomo di oggi, è vero, è chiamato a giostrarsi tra l’immensa massa di dati, di segnali, di messaggi, di immagini; da questa condizione non sono esclusi i ragazzi che nel cyberspazio pensano di vivere con sicurezza, in realtà sono spesso privi degli strumenti adeguati per muoversi, e… non solo loro!

Spazio e tempo vengono fusi, questo è grave e da non  sottovalutare: l’uomo deve essere tessitore del tempo, deve avere la memoria del passato, il qui-ora ancorato al passato, ma proiettato verso il futuro, un futuro tratteggiato in un progetto di vita.

Da meditare…

 

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