E Noè ricostruì l’arcobaleno

Domenica su Avvenire ho letto la versione cartacea dell’articolo  di Luigino Bruni e ho atteso di reperirlo sul sito del quotidiano in modo da condividerlo poi nel blog. Si parte da Noè e dalla sua impresa, l’arca,  e si arriva ai nostri tempi.

Si tratta di una riflessione toccante e traboccante di speranza: “le comunità umane, le imprese, il mondo si salvano ogni giorno da situazioni degradate, guastate, da crisi radicali, perchè ci sono persone che sentono una chiamata di salvezza e rispondono.

Perchè ce ne è almeno una.

Una sola persona può essere sufficiente per una storia di salvezza.

Le salvezze arrivano perchè qualcuno sente una chiamata a salvarsi e a salvare e soprattutto perchè costruisce un’arca.

Crea un’opera d’arte, fa nascere una cooperativa, un’impresa, un sindacato, un’associazione, un movimento politico, un laboratorio.

La terra è piena di gente che costruisce “arche” per salvare la propria generazione. Queste opere, queste arche, si distinguono nettamente dale altre opere, grandi o piccole, che popolano anch’esse la terra e l’economia. Un segnale distintivo delle arche di salvezza ce lo svela la conclusione della narrazione di Noè.

Terminato il suo compito, Noè torna un uomo comune.

Non è eroe, nè semi-dio: è semplicemente un uomo, un uomo comune, ma un uomo giusto”.

 

dedicato agli Uomini Giusti

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2 pensieri su “E Noè ricostruì l’arcobaleno

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