E Noè ricostruì l’arcobaleno

Domenica su Avvenire ho letto la versione cartacea dell’articolo  di Luigino Bruni e ho atteso di reperirlo sul sito del quotidiano in modo da condividerlo poi nel blog. Si parte da Noè e dalla sua impresa, l’arca,  e si arriva ai nostri tempi.

Si tratta di una riflessione toccante e traboccante di speranza: “le comunità umane, le imprese, il mondo si salvano ogni giorno da situazioni degradate, guastate, da crisi radicali, perchè ci sono persone che sentono una chiamata di salvezza e rispondono.

Perchè ce ne è almeno una.

Una sola persona può essere sufficiente per una storia di salvezza.

Le salvezze arrivano perchè qualcuno sente una chiamata a salvarsi e a salvare e soprattutto perchè costruisce un’arca.

Crea un’opera d’arte, fa nascere una cooperativa, un’impresa, un sindacato, un’associazione, un movimento politico, un laboratorio.

La terra è piena di gente che costruisce “arche” per salvare la propria generazione. Queste opere, queste arche, si distinguono nettamente dale altre opere, grandi o piccole, che popolano anch’esse la terra e l’economia. Un segnale distintivo delle arche di salvezza ce lo svela la conclusione della narrazione di Noè.

Terminato il suo compito, Noè torna un uomo comune.

Non è eroe, nè semi-dio: è semplicemente un uomo, un uomo comune, ma un uomo giusto”.

 

dedicato agli Uomini Giusti

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Verità Bontà Bellezza…

Da Avvenire, giusto per riprendere le riflessioni del post precedente.

Il Papa ha incontrato stamani i membri dell’Associazione “Corallo”, che rappresenta imprese radiofoniche e televisive locali, analogiche e digitali, satellitari, via internet, nonché agenzie di informazione radiotelevisiva e concessionarie pubblicitarie radiotelevisive. Papa Francesco, parlando a braccio, ha ringraziato per il lavoro svolto dall’associazione. Occorre “cercare la verità con i media, ma non solo la verità” – ha detto – “verità, bontà e bellezza, tutte e tre insieme. Il vostro lavoro deve svolgersi su queste tre strade: la strada della verità, la strada della bontà e la strada della bellezza”.

“Nel cammino della verità, nelle tre strade – ha detto – possiamo trovare sbagli, anche trappole”. Si può cercare la verità ma bisogna stare attenti a “non diventare un intellettuale senza intelligenza”. Si può cercare la bontà, ma bisogna stare attenti a “non diventare un eticista senza bontà”. Può piacere la bellezza, ma bisogna stare attenti a “non fare quello che si fa tanto, truccare la bellezza, cercare i cosmetici per fare una bellezza artificiale che non esiste. La verità, la bontà e la bellezza vengono da Dio e sono nell’uomo. E questo è il lavoro dei media: è il vostro”.

Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?

Due colleghe per gestire i conflitti che spesso si sviluppo all’interno del gruppo classe hanno proposto ai loro alunni la riflessione del seguente brano che viene attribuito a Ghandi.

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:”Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro. “Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore. “Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”

Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

Chissà se i ragazzi sono rimasti colpiti da queste parole…

In questi giorni mi è capitato di leggere ( articolo quotidiano) o di sentire (omelia) le solite denunce contro i media, la dipendenza digitale, i “poveri” bambini devastati dalla rete, dai tablet, dagli smartphone…

Vero.

Ma perchè insieme alla denuncia non dicono che  educare è possibile e prioritario? Più efficace sicuramente di demonizzare…

Non solo virtuale – All’ITES di Prato – #loptis

…eh, certo che valigia degli attrezzi è più raffinato e di valore rispetto alla mia “cassetta degli attrezzi”. E poi la valigia evoca il viaggio, l’incontro, la scoperta.

Blog di Andreas Formiconi

Continuando ad andare per scuole, domani 20 minuti in un seminario intorno al fenomeno della dispersione scolastica e all’inserimento nel mondo del lavoro.

Non ci sarà il tempo di aprire la valigia degli attrezzi. Il tema sarà tuttavia il solito: strumenti liberi per una scuola libera e aperta, qui una traccia.

maestro-nella-foresta-2

Non c’è nulla che sia ingiusto come far le parti eguali fra diseguali (Don Milani).
Le condizioni sono in parte mutate ma l’istruzione rimane una macchina industriale (Sir Ken Robinson):

La cura dell’individuo una chimera:

La paura è stata la grande passione della mia vita, per esempio negli studenti. Chi è un cattivo studente? Un bambino che ha paura molto semplicemente. Ha paura di non riuscire a rispondere bene alla domanda che gli ponete, ecco, e questa paura è la paura di passare per un imbecille … molto bene, e questa paura di passare per un imbecille modificherà il…

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