È come un elettrodomestico, prima si leggono le istruzioni

Quello è il titolo di un articolo che ho letto sul quotidiano Avvenire, domenica 2 febbraio 2014, in Agorà.

Questa è la richiesta pressante di un mio alunno, terza elementare:

“Maestra, mi dai il tuo telefono così vado su Facebook?”

Ma che ne sa veramente lui di Facebook? E la sua famiglia? Eppure sono convinta che per lui sia il paese delle meraviglie, un posto magico. Forse qualche tempo fa per bambini della sua età, altri erano gli ambiente dove sognare di trovarsi; ma rimpiangere non serve a nulla, soprattutto per chi come me vive nel modo della scuola e svolge la delicata arte dell’educare, prima, e dell’insegnare.

Io immagino che, benchè il mio alunno sia piuttosto vivace,  non si sognerebbe mai di asciugarsi i capelli, mentre è immerso nella vasca da bagno, perchè  a casa gli hanno insegnato che è molto pericoloso e anche a scuola gli viene ricordato, dato che in questi ultimi anni è tanto il lavoro che proponiuamo per abituare i nostri alunni ad assumere comportamenti adeguati e responsabili in situazioni di pericolo/emergenza (incendi- terremoto ecc..).

Quindi il compito della scuola è di avvicinare i bambini al mondo digitale, dopo aver letto loro e con loro “il libretto delle istruzioni”: internet è uno strumento, un elettrodomestico, usarlo senza istruzioni è pericoloso.

Un esempio: l’altro giorno stavamo andando in biblioteca comunale a piedi, i bambini parlottavano tra loro, ho colto una battuta di un alunno che diceva ad una compagna: “Ma è facile trovare Daisy, basta che vai su Google e scrivi, poi cerchi e ti arrivano tante cose”. Dentro di me ho pensato: “Ecco, è già ben “istruito“!”.

Cosa potrei fare? Forse potrei presentargli una risorsa come duckduckgo

Qualche cosa per questi uomini del futuro mi devo inventare!

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2 pensieri su “È come un elettrodomestico, prima si leggono le istruzioni

  1. Siamo passati dall’antico racconto dei nonni e/o bisnonni accanto al focolare (e mi fermo a quei tempi) a facebook.

    Strada facendo, non tantissimi anni fa (ma ancora oggi) molte famiglie, ma anche molti esponenti della scuola demonizzavano e demonizzano la TV.
    Era/è il diavolo, ma è chiaro che essa può essere uno degli strumenti positivi, a patto che si sappia usare.

    Concordo pienamente, Antonella, che tutto sta nello svolgere “la delicata arte dell’educare” come dici tu dando i mezzi per sapere USARE in modo appropriato ciò che la realtà mette a disposizione.
    E sono convinto che il vero USO degli strumenti sia nel montare, smontare, rimontare quello che si ha a disposizione. Credo che la creatività venga fuori solo se si fa proprio l’oggetto (attraverso “l’arte ” appunto dello smontaggio e rimontaggio.

    Un mio “pallino” è stato sempre meno istruzione (necessaria) e più educazione:
    E’ l’educazione che fa venir fuori le potenzialità dell’indi

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  2. Condivido quello che hai scritto: ormai ci siamo, internet è dappertutto e non possiamo far finta di niente.
    Condivido quindi l’importanza di dare gli strumenti ai bambini perchè vivano la rete con tutte le sue possibilità in modo sempre più consapevole, e allora ecco che ci arriva in aiuto Andreas Formiconi con il suo Laboratorio.
    Proprio venerdì a scuola ho avuto l’occasione di fare un ragionamento con i bambini riguardo la modalità di ricerca in rete: la curiosità è molta e le conoscenze sono molto superficiali e inconsapevoli. Poi siamo “cascati” su wikipedia e allora è stato molto interessante andare a scovare in quante lingue è tradotta questa enciclopedia, anche quelle più strane e inusuali. La forza di avere una risorsa libera e condivisa!

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