Un altro punto di vista per “La Ragazza con l’orecchino di perla”

Secondo la scrittrice Marta Morazzoni Vermeer nei suoi dipinti, dominati da una vita ordinata e piana, esprime in realtà una vita finta, perché nasconde una vita di affanni, una famiglia numerosa, un lavoro spesso poco numerativo, una casa probabilmente piena di rumori e liti. Eppure anche nella tela della giovane olandese sovrasta una calma squisita che valica i confini del tempo e protegge l’artista che ha lavorato a una realtà molto diversa da quella che lo assediava.

https://i1.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a8/Vermeer_-_The_Milkmaid.jpg

“Nello sguardo della “Ragazza con l’orecchino di perla” è racchiuso il desiderio irrealizzato di un’esistenza ordinata”.

A questo punto mi domando: “Ma questi articoli sono pertinenti con il percorso che stai compiendo?”.

Appunto.

Ma il percorso in questione mi sta insegnando che le tecniche contano, ma contano ancora di più la ricerca, la conoscenza, l’accuratezza, il non dare per scontate le informazioni e quindi questo post vuole essere un approccio più accurato all’argomento, affrontato in parte nell’articolo precedente.

Fonte utilizzata per l’approfondimento

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Un pensiero su “Un altro punto di vista per “La Ragazza con l’orecchino di perla”

  1. Concordo pienamente con L’APPUNTO. Il mio motto è stato ed è ancora IL DUBBIO, lo sai da sempre credo, quindi quel “non dare per scontate le informazioni” è quell’atteggiamento che fa andare OLTRE lo scontato.

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