Tecnologie e nuovi strumenti del comunicare: una breve riflessione di Chomsky

Avvenire domenica 26 gennaio sezione Agorà pag. 20

“CHOMSKY -Nella mente c’è il mistero dell’uomo”

Il linguista americano si trova a Roma in questi giorni e nell’articolo si racconta il suo intervento presso il Pontificio Consiglio della Cultura in tema di neuroscienze. Mi interessa la conclusione dell’articolo che si riferisce alle tecnologie e ai nuovi strumenti del comunicare:

“Questi [tecnologie e nuovi strumenti del comunicare] hanno portato a una maggiore vivacità rispetto ai media ortodossi, ma per effetto negativo hanno provocato la tendenza a sospingere gli utenti verso una visione molto più ristretta, perchè quasi automaticamente le persone sono attratte verso quei nuovi media che fanno eco allo loro stesse vedute (quindi, si dice in un altro punto dell’articolo, “chi si informa soltanto attraverso questi mezzi costruisce una visione molto più ristretta del mondo, perchè quasi sempre ottiene le risposte che confermano il punto di vista che già aveva”.)

Questa la frase di chiusura:

“Quando la tecnologia va oltre il senso comune ha un impatto forte e causa nuovi sistemi simbolici”

Perchè ho riportato questi pensieri? Trovo in queste parole/pensieri espresse da persone/studiosi autorevoli conferme allo spirito del nostro laboratorio: apertura, conoscenza, accuratezza, profondità… e questo mi dà entusiasmo e soddisfazione.

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2 pensieri su “Tecnologie e nuovi strumenti del comunicare: una breve riflessione di Chomsky

  1. Eh sì, questo è proprio uno degli effetti deleteri di quella parte di rete fatta per “essere tutta facile”: pare che tenda a formare come degli attrattori nella quale le persone rimangono intrappolate in una sottorete di conferme. Insomma, ognuno nel proprio salttino preferito. Un fenomeno che non produce crescita degli individui. Mi fa piacere che tu attribuisci a #loptis il tentativo di contrastare questa tendenza. È vero, ci proviamo, molto nel piccolo…
    Grazie per questi preziosi riferimenti.

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    • Grazie a Lei per le continue e sapienti sollecitazioni. Niente mi fa rimpiangere di aver ripreso gli studi, solo una cosa mi manca, e mi spiace averla dovuta trascurare: la lettura “libera”.
      Vorrei avere più tempo per leggere: approfondire autori importanti con la lettura dei loro libri, romanzi, avere “il diritto di leggere qualsiasi cosa” afferma Pennac nel suo decalogo, non solo i testi previsti dai vari corsi di studio.
      Allora cerco di nutrirmi spizzicando, per usare ancora il decalogo di Pennac, qua e là, alla ricerca, nei ritagli di tempo, di “bocconi prelibati”.
      E il blog mi dà la possibilità di condividerli e mi costringe a riflettere sul loro contenuto e sul loro messaggio.

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